Al di là di causa ed effetto

Le nostre giornate sono un susseguirsi di azioni volte all’ottenimento di un risultato e non riusciremmo a immaginare un modo diverso di vivere.

Fin da bambini veniamo educati a impegnarci affinchè il giudizio dei genitori, parenti ed insegnanti accrediti i nostri progressi in tutto ciò che compiamo, guadagnandoci l’amore e il riconoscimento del gruppo e ci abituiamo molto presto, adattandoci sotto la pressione più o meno intensa di quelle richieste.

Una volta cresciuti compiamo ogni giorno gli stessi gesti finalizzati, ogni giorno!  Ci laviamo i denti per tenere lontana la carie, compriamo cibi per sfamarci, studiamo per prendere un diploma, ci dirigiamo al lavoro per guadagnare denaro, compriamo degli abiti per apparire al meglio, oltre che per riparare il corpo dalle intemperie, andiamo a ballare con l’aspettativa di divertirci, corteggiamo una persona che ci attrae perché vogliamo la sua compagnia e magari il suo amore, facciamo un regalo per fare contento qualcuno e sentire la gioia e la gratitudine, meditiamo per elevarci spiritualmente, e così via. Ogni gesto esprime l’intento di ottenere un risultato e ruota sempre attorno alla nostra individualità.

Ci sono momenti molto brevi, attimi talvolta, che accade qualcosa di diverso dentro di noi e che purtroppo, travolti dal ritmo di vita programmato che si srotola dinnanzi a noi trascinandoci fino al concludersi della giornata, passano inosservati. Brevi impulsi, che assumono le sembianze di richiami, voci, desideri, forse emozioni, giudicati, se percepiti, come irrazionali e assurdi e ricacciati dall’oblio dell’indifferenza e dallo sguardo rivolto a confermare ciò che di familiare esiste nella nostra vita.

Sono impulsi che vanno oltre la dinamica di causa ed effetto e nascono da un luogo interiore svincolato dalla nostra individualità, scevra da ogni movimento egoico votato all’ottenimento.

Dentro ognuno di noi sorgono impulsi che non ci offrono un significato razionale ma che esprimono semplicemente una forza incomprensibile e per questo come deboli fiammelle di una candela ormai arsa, si lasciano esaurire. Si tratta di impulsi di origine spirituale, occasioni di riunificazione che sorgono da un luogo remoto, che non sono accolti perché “non ci portano a nulla”.  Talvolta è un impulso al movimento che potrebbe diventare una danza, altre volte ci sentiamo afferrati interiormente da un’emozione che vorremmo esprimere in un suono che potrebbe sfociare in un canto, altre ancora in gesti artistici usando i colori, o nell’esprimere un pensiero, un sentimento o un’intuizione con la scrittura, … ma in una vita cosí ben organizzata non c’è spazio per nient’altro specialmente se non si tratta di gesti noti racchiusi all’interno di schemi. Allora ci permettiamo di danzare, cantare o esprimerci artisticamente solo seguendo la perfezione della tecnica appresa che ci apre al riconoscimento del mondo esterno, ma in cambio ci preclude al contatto interiore. Blocchiamo il canale con la pre-tesa di un risultato .

Identificati con la nostra individualità, non possiamo ascendere ai piani spirituali, nonostante tutto ciò che facciamo per “meritare” questa elevazione!  Questo è ancora un tentativo dell’ego che mira a raggiungere i suoi obbiettivi.  Ciò che possiamo  è semplicemente  farci da parte e aprirci ad accogliere l’ignoto. Finchè siamo ancorati alla razionalità e ben organizzati  siamo come canali ostruiti. Manteniamo solo il potenziale di ciò che non riusciamo ad ESSERE. Con i suoi  limiti naturali la nostra personalità non avrà mai l’accesso alle dimensioni spirituali. A livello individuale restiamo ciò che siamo, ma quando accogliamo lo spirito e gli permettiamo di manifestarsi attraverso di noi divenendo un suo canale, la personalità acquisisce una nuova luce, una differente vibrazione, che la avvicina a quegli spazi ignoti spirituali che alcuni ricercano impegnandosi assiduamente.

Quando lascio che uno spazio si apra dentro di me, lo spirito  si manifesta! Aprendo un varco  divento semplicemente un canale attraverso il quale la sua forza creativa è libera di esprimersi.

Tutti condividiamo lo stesso spirito! La medesima forza spirituale si manifesta attraverso di noi, perchè noi siamo UNO!

Canalizzare lo spirito non è affatto prerogativa di pochi come comunemente si pensa, è  invece una potenzialità latente in ognuno di noi, che resta inespresso per la priorità che diamo alla facciata esteriore della nostra persona. Non c’è alcun bisogno di dare un’identità alla canalizzazione e di antropomorfizzare i suggerimenti della fonte. Nessun bisogno di razionalizzare, di darsi importanza, poichè tutto ciò distorce l’autenticità del messaggio che è sempre e unicamente per chi lo manifesta.

Quando compiamo  un’azione perchè lo sentiamo, senza il miraggio di un profitto o un interesse, allora esterniamo qualcosa, una parte che non ha nulla a che fare con la nostra individualità, con l’ego.

In quel momento il gesto diventa un portale, un mezzo attraverso il quale lo spirito è libero di mostrarsi,  tramite la forma che ho assunto in questa vita terrena.

Non importa quale sia la struttura che assume la sua espressione, in quell’atto mi riunifico con la sorgente.

Il gesto che nasce spontaneo ha la qualità della perfezione pur non essendo giudicabile, perché  va oltre la sfera razionale, vibrando a una differente frequenza. Ogni gesto  che si manifesta in tal modo è “impeccabile”, perchè svincolato da ogni limite terreno.

In questo stato di comunione interiore, mi fortifico e una nuova identità viene plasmata dallo spirito della divina intelligenza che tutto pervade. La nostra vita acquista un nuovo significato, ed emana una radianza che apporta una nuova qualità al mondo intero. Non devo “fare” nulla per me stesso e per il mondo, posso solo “essere”.

Azione dopo azione, si impara a “fare senza fare”, poichè il fare coincide con l’essere; a vivere “seguendo il cuore”, trasformandosi inun guerriero impeccabile” poichè i gesti sono connessi al “sentire”. Sottratti all’ego, non hanno la finalità di raggiungere i suoi scopi, ma si compiono unicamente per  celebrare ed esprimere la  vita. Questo è il sentiero del guerriero spirituale, è la via di chi ha fatto cadere i veli dell’illusione che lo portavano a credere di essere un’entità separata dal resto dell’universo.

Quando esprimo me stessa facendomi da parte e canalizzando lo spirito che è presente in ognuno di noi, anche le altre persone possono beneficiarne. Questo è il gesto disinteressato che cambia le nostre esistenze. Ciò che compio in verità, non è per gli altri, non per il riconoscimento che ne ricevo, per il mio impegno a cambiare il mondo o per altri motivi umanitari, lo realizzo e basta!  … perché mi esprimo e  mi fa stare bene, perchè mi permette di avvicinarmi e riconoscere la mia vera natura. Semplicemente percepisco la spinta interiore e le permetto di essere!  Mettendo da parte la razionalità, i doveri, le tecniche, le aspettative.  In quei momenti esisto veramente e permetto alla vita di vibrare attraverso questa forma, la forma che ho assunto nella vita terrena.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

16 commenti su “Al di là di causa ed effetto”