Aloe la regina delle piante officinali

L’Aloe è una pianta millenaria ampiamente utilizzata dagli antichi egizi che la definivano “la pianta dell’immortalità”. Veniva infatti da loro utilizzata come balsamo per preparare il corpo dei faraoni alla mummificazione e, per le sue proprietà antisettiche e purificatrici, permetteva al defunto di entrare mondo e incorrotto nel regno dei morti.
L’Anima, uscendo dalla piramide, veniva accompagnata da filari di piante di aloe, poste a tracciare il sentiero che i Faraoni dovevano seguire per raggiungere la Terra dei Morti.

Già nel Papiro di Ebers veniva indicata l’aloe come rimedio d’eccellenza per molte patologie. L’antico documento che risale al 1500 A.C., è oggi conservato all’Università di Lipsia. Il testo contiene 110 pagine e oltre 700 formule.

Il suo utilizzo era diffuso tra gli Assiri, Indiani, Maya, Cinesi.
Ippocrate (460-337 A.C.) il padre della medicina, Dioscoride (20-70 D.C.) medico greco e autore del più antico trattato di farmacologia rinvenuto, Plinio il Vecchio (23-79 D.C.) filosofo naturalista, descrivono ampiamente l’aloe per le sue proprietà antinfiammatorie, rigeneranti, antisettiche, ciccatrizzanti, rimarginati nelle lesioni di ogni tipo della pelle.
Gli antichi romani utilizzavano l’aloe come balsamo per suturare le ferite e Cristoforo Colombo lo definiva “il medico in vaso” portandolo con sè nei suoi lunghi viaggi.

“Aloe” deriva dall’ebraico “Halal” che significa “cibo permesso”, in contrapposizione con “Haram” termine con cui venivano indicati gli alimenti proibiti. Deriva anche dalla radice greca “Alos” che significa “sostanza salata” evidenziando l’elevato contenuto minerale della pianta.

Esistono oltre 300 specie di aloe, la più utilizzata è l’Aloe Barbadensis, chiamata comunemente Aloe Vera. La sua resa per concentrazione dei principi attivi e quantità di sostanza estraibile è ottimale e permette di contenere i costi per renderla disponibile all’uso quotidiano.

L’Aloe contiene oltre 400 principi che con la loro sinergia le fanno meritare l’appellativo di “guaritrice silente”. Il suo uso quotidiano infatti mantiene l’organismo in perfetta salute.


 

Dalla pressione, spremitura, macerazione e decozione delle sue foglie intere si ricava il succo, che contiene una sostanza tossica e irritante per il colon, l’Aloina.

Mentre all’interno delle sue foglie carnose è racchiuso il suo prezioso gel esente da controindicazioni e ricco di principi attivi benefici, che lo rendono indicato per l’integrazione quotidiana. La sua estrazione deve assolutamente essere svolta manualmente a pochi minuti dal taglio delle foglie, in quanto i componenti dell’aloe sono facilmente degradabili a contatto con l’aria e l’elevata temperatura. Inoltre solo le piante di 4 o 5 anni garantiscono un’alta concentrazione dei composti d’interesse per la salute.

 

La preparazione casalinga viene sconsigliata per l’uso continuo quotidiano, parte dell’Aloina, infatti, potrebbe contaminare il gel e creare effetti collaterali indesiderati.

 

 

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