Cos’è realmente la fede

Ci sono parole che nel corso del tempo hanno acquisito un significato spesso lontano dalla loro origine. Distorte, talvolta strumentalizzate, sono divenute gradini che affondano nella schiavitù.

La parola “fede” solo a partire dalla seconda metà del XIII secolo, pieno medioevo,  viene ricondotta al latino “fidem” derivante da “feides”, le cui radici “fid” e “feid” nascono dal sanscrito “bandh” e “bid” che significa “legare”, assumendo il concetto di “credere con convinzione assoluta in un assunto ineccepibile”.

Anticamente dalla radice sanscrita “budh-yate”, da cui deriva “buddha”, sorse la parola “fides”, che significa “osservare, conoscere” e “fides” veniva spesso usata per indicare la “capacità di mantenere la promessa originaria”.

Con l’affermazione “ho fede” in verità rivelo l’integrità del mio intento verso me stessa, avendo “osservato” e “conosciuto”, in una profonda unione interiore, la “promessa originaria” per cui sono nata, il motivo per cui la mia anima si è incarnata.

La fede nunziale è un’estensione di questo significato.  E’ stata assunta come simbolo che, secondo il principio “come in alto così in basso”,  esprime materialmente l’unione di due anime, vale a dire la “promessa” di “osservarsi” e “conoscersi”  in profondità. E’ circolare, senza un inizio nè una fine,  poichè riconduce la promessa oltre i limiti del tempo, validandola fino al termine della vita terrena.

Oggi affermare di avere fede sembra manifestare una debolezza al pari di essere creduloni oppure mostra, come fosse un’abilità innata, la capacità di abbandonarsi ciecamente a qualcosa di più grande di sè, che spesso si riduce ad un concetto o ad una religione, divenute vuote celebrazioni. Entrambe le forme mirano a cancellare la sacralità della nostra presenza su questa terra, negando in realtà di essere entità spirituali.

In questo contesto anche la fede nunziale ha  perduto la sua valenza. In una vita familiare tesa per lo più al quieto vivere, alla sopportazione, all’aspirazione di beni materiali o di svaghi, talvolta purtroppo alla sopravvivenza, si dimentica di ascoltarsi, osservarsi, conoscersi, amarsi, trascorrere un po’ di tempo insieme fuori dal frastuono degli obblighi e dei doveri, che uniscono superficialmente, fisicamente, ma allontanano inevitabilmente le anime denutrite.

Resistere al flusso

 

 

 

 

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