Dispensare energia positiva

         

Ci sono individui o gruppi di persone che hanno coltivato a lungo pensieri ed emozioni di ostilità, rabbia e odio e sono divenuti intolleranti a tal punto da ricercare ogni più piccolo pretesto per dare voce e sfogare la loro avversione su chiunque gli passi accanto.

Sono persone in verità dominate dalla creatura nebulosa oscura che hanno loro stessi creato a partire dalla materia prima della loro mente. A loro insaputa hanno dato vita all’egregora, una vera e propria entità formata e alimentata dai loro stessi pensieri e dalla intensità delle loro emozioni e che, come il drago spietato delle fiabe,  richiede di placare la sua voracità, obbligandoli a riprodurre all’infinito le stesse frequenze per poter sopravvivere.

I nostri pensieri, le nostre emanazioni emotive hanno il potere di creare forme viventi, perché noi siamo Dio, un Dio inconsapevole di sé, cieco e sordo alla propria stessa voce, che ignora spesso il danno creato, attribuendolo al fato o alle azioni altrui.

È facilmente comprensibile come la potenza dell’egregora risulti decuplicata da un gruppo di persone riunite che emana gli stessi moti interiori. Quando sorge all’interno di un gruppo l’egregora acquisisce il potere di rendere schiavi i partecipanti fino a spingerli alla follia, utilizzando la forza delle emanazioni collettive. Potente nel realizzare se stessa e la finalità per cui gli è stata  data la vita, accresce in loro l’odio rafforzando la sua stessa matrice.

Al contrario può succedere di ricevere l’invito o di sentire parlare di individui o gruppi di persone che, riuniti fisicamente o  partecipando a distanza, sincronizzano i loro pensieri e le loro emozioni, cercando di contrastare la negatività visualizzando un’energia benefica con un intento amorevole per dispensare pace e amore.

Le risposte prodotte dalla mente, dall’ego, da un luogo interiore predominato dalla dualità, ottenengono unicamente l’effetto finale di confermare proprio quella separazione già evidente. Forse non abbiamo mai pensato che ogni volta che ci schieriamo con il bene creiamo immediatamente il suo opposto, un’ombra di altrettanta forza prende vita nella polarità del male, rafforzando proprio ciò che vorremmo combattere.

Crediamo di essere giusti, di partecipare all’evoluzione spirituale collettiva, inondando le situazioni buie con un intento d’amore e di luce. Vogliamo con tutto noi stessi cambiare il mondo e ci sentiamo bene indossando la veste della benevolenza. Siamo talmente immersi nella dualità, separati dalle nostre ombre rinnegate negli spazi più reconditi del nostro essere, che non ci accorgiamo  di ciò che causiamo con la nostra ignoranza fuori e dentro di noi.

Quando le nostre frequenze iniziano ad aumentare, la visione del mondo reale diviene nitida ai nostri occhi e percepiamo con chiarezza la semplicità del vero Amore. L’energia d’Amore che tutto pervade sorge da una dimensione dove gli opposti scompaiono e da quella posizione osserva il mondo e le dinamiche umane che ci afferrano. Da quel luogo le vicende  e le emozioni che giudicavamo, perdono la loro valenza di “buono” e di “cattivo” mentre resta soltanto l’esperienza. L’Amore esprime se stesso e si dona  sempre attraverso la libertà.  Osservando le situazioni come libere scelte di vita, anche se talvolta vengono fatte inconsciamente, le riconosce come necessarie al percorso di crescita del gruppo o del singolo individuo.

Come un genitore che assiste senza interferire alle numerose cadute del pargolo durante il suo apprendimento all’abilità del camminare, anche l’Amore  permette che l’esperienza si compia, accrescendo le capacità  di chi ne è coinvolto,  offrendogli la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza di sè e autonomia. In uno stato di unità interiore non c’è il benchè minimo giudizio e nemmeno il desiderio di influire beneficamente sull’altro. Solo l’osservazione, la compassione e il rispetto della libertà e dei tempi altrui.

 

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