Il segreto per essere totalmente presenti nel “qui ed ora”

Quantie volte nel corso della vita abbiamo letto o sentito parole di invito a vivere totalmente nel presente. Si parla dell’essere presenti nel “qui ed ora”, senza però spiegare nel dettaglio ciò che serve.  Le correnti filosofiche esoteriche di ogni tempo, sia orientali che occidentali, affermano che ricondurre la mente al momento presente è la via Maestra per la nostra realizzazione terrena, la chiave di svolta per la manifestazione piena del Sè.

Mantenere la consapevolezza costantemente nel “qui ed ora”, sottraendo la mente dal magnetismo del passato e dalla proiezione verso il futuro, è divenuto  un esercizio penoso e faticoso da realizzare per la maggior parte della gente interessata alla propria evoluzione. Perchè? Perchè sembra un obiettivo tanto lontano da raggiungere? Quasi una prerogativa di pochi eletti!?  Nonostante la comprensione e l’accettazione razionale di questa verità e dei benefici che potrebbe introdurre nella propria vita, non importa quanto sia grande la volontà, la dedizione e l’applicazione destinata alla pratica, ci sentiamo sempre più distanti dalla meta. Intrappolati in una perenne lotta con la ribellione di una mente distratta, che come l’ago di una bussola, tende costantemente a orientarsi verso ciò per cui è programmata, saltellando disordinatamente tra gli eventi trascorsi e quelli a venire, suscitando altrettanti emozioni futili e transitorie che, come in una tempesta interna, ci strappano dal nostro presente, ormai già passato…

Identificati più con il corpo che con l’essere spirituale che noi tutti siamo, assorbiti completamente dalla nostra identità terrena, dimentichiamo in ogni pratica il cuore. Nel raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo ci immergiamo con convinzione, applichiamo un metodo, una tecnica, esercitiamo la nostra volontà, sacrifichiamo tempo ed energie per raggiungere ciò per cui siamo determinati, lasciando dietro di noi, silente, la nostra anima.

Siamo addestrati come muli a tirare il carro e lo sforzo, la lotta sono diventati attitudini “normali” di vita. Fin da bambini veniamo apprezzati nel perseguire un risultato con l’impegno, la determinazione, la deprivazione e il disagio finalizzati, ma nessuno si sognerebbe di approvare un atteggiamento rilassato e fiducioso, libero da schemi preimpostati, di abbandono del controllo in piena fiducia del potenziale interno.

L’anima vive di emozioni e le emozioni sono le spezie dell’esistenza, danno sapore e senso alla vita rendendo l’anima pulsante.

Per secoli il corpo con la sua sensualità e i suoi bisogni naturali sono stati condannati, provocando un ampio divario tra  la materia e lo spirito, lasciando precipitare nell’oblìo una grande verità: tutto ciò che è è frutto di un’unica Fonte.  Ciò che realmente fa la differenza in ogni esperienza è il modo con cui si vive. Un atteggiamento ricolmo del nostro autentico sentire rende sacro qualunque vissuto.

Spesso non si è più capaci di discernere “l’autentico sentire” dalle vuote emozioni, provocate dai  pensieri disordinati, che da servitori di una ricca vita interiore sono divenuti i padroni, acquisendo una vita autonoma meccanica. Molti sono alla ricerca ma poche persone si ricordano di se stesse, poichè restano lontano da ciò che sentono veramente dentro di loro. Molti sentono ciò che gli è stato insegnato a sentire in quella particolare circostanza e producono in modo automatico le emozioni corrispondenti. In tal caso l’anima resta sepolta sotto una spessa coltre di paura. Il terrore di soffrire è un’antica e archetipica eredità che ci accomuna tutti e che allontana dall’intensità di cui è capace la nostra anima. Ma la vita diviene degna di essere vissuta solo se arricchita con i doni che la nostra anima generosa può apportarci, se le permettiamo di esistere. In tal modo diveniamo capaci di gustare appieno l’esistenza, godendo nella sua sacralità, riunendo dentro di noi ciò che da secoli era stato separato: “il sacro” e “il profano”.

Affinchè la mente “riposi in pace” nel presente, accettando di vivere appieno il “qui ed ora”, è  indispensabile coltivare due attitudini basate sulla vita dell’anima.

La mente automatica tende al tempo passato spegnendo e dissipando la vitalità nel riesumare paura e dolore o ipnotizzandosi con la nostalgia per poi successivamente, come in un pendolo, sbilanciarsi nella direzione opposta alla ricerca di un equilibrio che sfugge al suo controllo, tuffandosi in un tempo futuro che forse mai verrà, imbrattandolo ancora con i soliti, spenti colori di vecchi sentimenti che proietta  all’infinito.

Ma quando cominciamo a non accontentarci della protezione che la risposta automatica ci dà, quando iniziamo a pretendere di essere presenti nel palcoscenico delle nostre esperienze per sentire realmente ciò che accade dentro di noi, allora il cuore diventa il protagonista essenziale della nostra esistenza. Solo allora il segreto viene svelato alla nostra coscienza.

Essere nel presente NON È un esercizio di forza, una gara da vincere, un traguardo da raggiungere, ma la condizione naturale della mente che guarda al passato con gratitudine per i doni che ha ricevuto e al futuro con l’aspettativa di altri doni che verranno.

Quando ci diamo il permesso di percepire i sentimenti e le emozioni autentiche che vibrano nella nostra anima e scegliamo di vivere davvero e di rischiare, i circuiti automatici si disattivano e la mente si unisce al cuore, trasformandosi in un meraviglioso strumento per la nostra vita interiore.

Allora ogni traccia di nostalgia che pervadeva i ricordi del passato si dissolve tra le braccia confortanti della gratitudine e ogni ricordo di paura e dolore si disperde nell’aspettativa di un’alba nuova. Se prima dal passato  si levavano i fumi della nostalgia o del dolore, ora il sentimento di gratitudine dà vita ad un profondo senso di appagamento che ci riconduce naturalmente alla pienezza del presente. Se prima il futuro rappresentava la proiezione di paure legate alla perdita e alla sofferenza e fomentava il bisogno di mantenere il controllo, ora l’aspettativa di ciò che verrà rappresenta un fresco tuffo liberatorio dell’anima, accompagnata da un’infantile, genuina curiosità nell’assaporare la ricchezza delle emozioni che ogni esperienza ci regala quando viviamo pienamente la nostra vita.

passato:  nostalgia e dolore/gratitudine=appagamento

futuro:  paura/aspettativa=curiosità

 

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