L’abbraccio del cobra: i legami mortali per l’anima

Vi sono relazioni mortali per l’anima che spesso vengono sottovalutate da chi ne è invischiato. Sono legami che silenziosamente penetrano strisciando nell’intensità dell’intimità e attendono un’unico attimo di vulnerabilità e  resa per stritolare in un abbraccio fatale la preda. Talvolta invece sono lunghe relazioni parentali che si trascinano lentamente, giorno dopo giorno, anno dopo anno, tracciando vincoli indelebili di sofferenza che deformano il sentire.

Il sentiero della vita d’altronde è disseminato di pericoli per ogni creatura ed entità ed il confronto non può essere evitato. Coloro che lo rifuggono sono obbligati a proteggersi imprigionando l’anima in una dimensione autocreata che, con il tempo, crea ristagno e asfissia fino a far scivolare via, giorno dopo giorno, sempre più dalle proprie mani, il soffio della vita, fino a disperdere il dono dell’esistenza e di quell’unica possibilità di espandere la consapevolezza.

Lo scudo che realmente ha la facoltà di difendere la nostra vita è la coscienza.

Mai la paura di essere colpiti ha procurato salvezza. I suoi rimedi sono del tutto inefficaci e temporanei, dal barricarsi dietro un robusto muro al ricorrere a formule magiche. Questi lasciano invece l’anima sempre più debole e spossata, poichè disperdono il proprio potere spirituale in un orientamento esterno a sè.

Ognuno ha un immenso potere personale, fin dalla nascita, ma purtroppo spesso manca lo specchio per riconoscerlo. Una moltitudine di riflessi costituiti dalla società abbagliano l’anima, procurando disorientamento e la convinzione che il potere sia fuori da sè.

È l’ego che in alcune situazioni si fa canale di energie oscure che voraci divorano brandelli d’anima fino a farla scomparire nel Nulla.

Queste relazioni sono riconoscibili dalle sensazioni che suscitano, caratterizzate dalla dipendenza o dall’ossessione.

In realtà non esistono pericoli esterni ma solamente interni a sè. Sono le necessità insoddisfatte e le mancanze ignorate che portiamo dentro a creare debolezza, e il vuoto necessario per la tenebrosa canalizzazione.

Ognuno di noi è l’artefice della propria gioia o distruzione, nessun altro!

Per alcuni è un genitore da cui ci si aspetta un riconoscimento e un amore incondizionato negato che noi stessi non siamo capaci di offrire.

Per altri è un amante che ci afferra ossessivamente nelle viscere, penetrando non solo le carni nell’intimità seducente, ma oltre le dimensioni del nostro ingannevole mondo astrale.

In verità, qualunque persona entri nella nostra vita può creare risonanza con i nostri spazi oscuri.

Noi siamo il carceriere e l’anima schiava insieme.

Solo noi abbiamo il potere di ritrovare la libertà!

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