L’antica pratica del guardare il sole

L’adorazione del sole risale ad epoche remote, si parla del 10.000 a C. Numerosi graffiti sono a testimoniare questo antico culto verso la sorgente di luce da cui dipende tutta la nostra esistenza. Il sole era atteso ogni giorno e venerato quale divinità principale, inesauribile dispensatrice di vita, mentre le costellazioni ed in particolare lo zodiaco, gli facevano da corona, determinando al passaggio del sole momenti di grande ritualità.

La mappatura del cielo con gruppi di stelle, che oggi conosciamo come costellazioni, si basava sulla “croce dello zodiaco”, uno dei simboli più antichi nella storia dell’umanità. Il sole era la “luce del mondo” e il “salvatore” e risulta curiosa  la corrispondenza che si avverte tra gli appellativi e le caratteristiche assegnate al sole ed i Messia di ogni culto religioso.

Per gli antichi osservatori del cielo, dal solstizio d’estate a quello d’inverno il Sole andava incontro ad una morte poichè appariva nel cielo sempre più piccolo e debole. Il suo percorso terminava il 22 dicembre, giorno della sua morte, in quanto muovendosi verso sud, raggiungeva il punto più basso nel cielo, fino quasi a scomparire. Nei tre giorni successivi appariva agli occhi umani come se il sole fosse immobilizzato nella croce del sud, cioè nella costellazione Crux e precisamente nei giorni 22, 23 e 24. Il 25 dicembre, data in cui si celebra con il Natale la nascita della divinità, il sole s’incammina verso il nord, le giornate si allungano ed il calore e la luce prevalgono sempre più sulle tenebre.

Con il rituale del rimirare il sole, ritenuta una pratica segreta per milleni, si è in grado di attivare il potenziale spirituale, mentale e fisico sopito, stimolando il risveglio della ghiandola pineale, giungendo ad utilizzare direttamente la luce per autoalimentarsi.

“Oggi sappiamo che l’uomo, in sostanza, è un essere di luce. E la scienza moderna di fotobiologia sta attualmente dimostrando questo. In termini di guarigione, le implicazioni sono immense. Ora sappiamo, per esempio, che i quanti di luce sono in grado di avviare, o arrestare, reazioni a cascata nelle cellule, e che un danno cellulare genetico può essere virtualmente riparato, in poche ore, da deboli fasci di luce. Siamo ancora sulla soglia di comprendere appieno il complesso rapporto tra la luce e la vita, ma ora possiamo dire con forza, che la funzione di tutto il nostro metabolismo dipende da luce.”  Dr. Fritz Albert Popp

Sungazing

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