Le sbarre dell’anima

Chi sono veramente? Quali sono i limiti che mi impone la mia personalità?

Nel corso della nostra esistenza ci identifichiamo con una o diverse caratteristiche che, come francobolli, ci restano incollati addosso, determinando una falsa immagine che diamo agli altri e che rafforziamo con il passare del tempo finendo per essere convinti che ci appartenga. Alcuni si definiscono timidi, insicuri, deboli, rinunciatari, altri aggressivi, propositivi, testardi, lottatori, ma il risultato è sempre quello di costringere l’anima in una stretta definizione che diventa parte della personalità, limitando l’espressione di sé intrappolata su binari precostituiti e opponendosi alla manifestazione del piano originario, da cui sempre di più ci allontaniamo fino a dimenticarlo del tutto.

Sulla base delle mie esperienze personali, per molto tempo ho continuato a essere convinta di dover lottare per poter raggiungere un obiettivo. Trovavo sempre qualcuno o qualche evento che si opponeva e rallentava la sua realizzazione, confermando ciò in cui credevo, talvolta allontanando la meta fino a farla sembrare irraggiungibile. Ottenevo ogni cosa ma pagavo un alto prezzo in tensione, sforzo e concentrazione, sostenendo un alto livello di stress che mi avvelenava e rafforzava  inesorabilmente un’identità di forza, valore, cocciutaggine, tenacia, insieme con la capacità di sostenere alti livelli di lavoro senza mai perderne la visione completa. Nell’intensità estrema vissuta non mi accorgevo che ne ero schiava e che lo sforzo era diventato il mio modo naturale di interagire con tutti e con ogni cosa. Inoltre paradossalmente la forma che avevo assunta come tratto del mio carattere aveva l’effetto di accelerare la percezione del tempo, rendendo insopportabile l’attesa, con il risultato che i miei interventi continui e le sollecitazioni non davano l’opportunità alle cose di realizzarsi sul piano concreto, ostacolandone io stessa per prima la manifestazione.

E tu, come ti definisci? Quale aggettivo indossi? Quale immagine di te propaghi attorno? Come ti senti con questo aspetto che ti caratterizza? Cosa ne ricevi in cambio? Riconosci le sbarre che ti costruisce attorno come limiti ad un potenziale espressivo che ancora non hai manifestato?

 

 

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