L’ego arde nel fuoco del tormento

Quando la consapevolezza si accende, i momenti difficili della nostra vita, dove le emozioni prendono il sopravvento, vengono vissuti come un’opportunità per avvicinarsi sempre un po’ di più alla nostra vera essenza e scoprire chi veramente siamo.

Quando gli eventi drammatici ci afferrano fin nelle viscere, stritolandoci nella morsa delle sue armi micidiali con i suoi sensi di colpa, il terrore, la disperazione o forse la rabbia, l’odio, la vendetta o l’alienazione, la solitudine, l’isolamento, una piccola parte di noi ne resta indenne, come una minuscola scintilla mantiene la sua luce pur immersa nell’oscurità delle tenebre.

Coloro che si sforzano  nel corso della loro quotidianità di mantenersi coscienti di sé nel momento presente quanto più possibile, si accorgeranno  ben presto di aver edificato con la loro attitudine quella scintilla di consapevolezza che permane costantemente, anche nei momenti difficili, come un segno indelebile del loro avanzamento nella dimensione spirituale.

Il fuoco della sofferenza, qualunque forma assuma, brucia le spoglie dell’ego che la crea.  L’ego, accentrato nella sua ristretta visione individuale, si ritrova sulla soglia del baratro della sua stessa distruzione nel tentativo di rifuggire ciò che lo minaccia. Quando l’inquietudine, il dolore, l’assillo diventano insopportabili, quando la nostra identità rischia di dissolversi nel rogo delle passioni, proprio in quel momento sorge per noi l’opportunità.

In quel preciso istante la consapevolezza di quella scintilla può dissociarsi dal dramma e prenderne le distanze.  In quel momento dall’impulso al risveglio si attua l’osservazione di ciò che accade e ogni emozione si distacca magicamente da noi senza fare nulla, respinta da una forza repulsiva, la forza che emana dal nucleo interiore della nostra autentica identità.

 

L’ego arde corroso dalle fiamme del suo impeto e, come una Fenice, dalle sue ceneri risorge l’Essere spirituale, che riconosce se stesso.

Quando attraverso la presenza coltivi giorno per giorno quella piccola scintilla di consapevolezza che ti  riconduce al presente, giunge il tempo in cui non senti più il bisogno di fuggire il dolore e accettando di penetrare nella sua intensità scopri che una minuscola parte di te non può essere toccata e resta perpetuamente indenne.  Da dietro lo scenario, qualunque siano gli eventi della tua vita,  il fondamento immutabile del tuo Essere emerge quando crolla l’impalcatura che regge l’identità apparente, quella veste che indossiamo ogni giorno nella dimensione del mondo “reale”  e che chiamiamo “io”.  Allora anche gli eventi tragici possono essere vissuti senza conflitto, ma con la consapevolezza di attraversare un portale per la dimensione interiore. Allora anche  l’ardore dell’angoscia può essere accolta,  per affondare ancor di più le radici della consapevolezza nell’interiorità.

 

 

 

 

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