L’essenza della meditazione

Nessuna tecnica può condurre all’autentico stato meditativo.

Le visualizzazioni, la ripetizione di suoni o mantra, la concentrazione sulle sensazioni corporee, non sono la meditazione, poichè l’io è ancora in azione. La vera essenza dello stato meditativo non può essere edificata sul “fare”, poiché qualunque atto richiama in scena l’ego a dirigerne i movimenti.

Si è talmente assuefatti ad utilizzare quella minuscola parte razionale della mente, che rappresenta solo una piccolissima frazione del suo immenso potenziale, che persino negli spazi della vita dedicati allo Spirito si ricorre agli stessi schemi.

Attendere nell’atrio è entrare nel silenzio.

Quando segui una qualunque tecnica hai già imboccato la porta mondana e sei nell’ego che sperimenta se stesso. E’ un’utile esperienza per la mente agitata, sempre identificata con i bisogni, le acquisizioni e racchiusa nei suoi ripetitivi meccanismi di difesa.  Le tecniche conducono a percepire l’eco del silenzio,  il richiamo ad un altro stato, diverso da tutto ciò che  è noto. Con le tecniche la mente può imparare a calmarsi e ad occuparsi di una cosa per volta e la concentrazione  sviluppa le facoltà mnemoniche e cognitive………

…ma l’essenza della meditazione è un’altra cosa!

L’ingresso verso l’ignoto non può essere varcato con la volontà, né con l’intenzione. Non c’è nessuna azione che può condurti oltre quella soglia, niente da “fare”, poiché ad ogni movimento ti ritrovi istantaneamente nel reame del tuo piccolo io.

L’unica possibilità di varcare quella soglia è restare in attesa, nell’atrio, lasciando che qualunque aspettativa svanisca, lasciando dietro di te qualunque situazione o persona, ogni ruolo e identità, spoglio di ogni attrazione e attaccamento, abbandonato nell’accettazione di poter scomparire nel Nulla.

Accompagnati da questa disposizione d’animo, autentica e non costruita sul desiderio dell’io, è possibile un mutamento delle proprie frequenze  che ci introducono nella  misteriosa dimensione spirituale.

Finchè nella mente permangono rancori o colpe, desideri o repulsioni, parole non dette ancora da pronunciare o da dimenticare, il varco non si renderà accessibile. Allora resterà solo la possibilità di ritornare alla vecchia forma delle tecniche, che scaturisce dall’illusione dell’io.

L’essenza della meditazione si attua in uno spazio di completo silenzio interiore, con la disponibilità all’abbandono totale e sincero, senza nessuna zavorra a trattenere l’essere a divenire consapevole di sè. Allora  è possibile emergere nell’Assoluto.

In questo stato non vi è niente di cui fare esperienza, nessuno che osserva, si è sospesi dove non esiste più né tempo, né spazio, né un luogo dove stare, riuniti con la propria vera natura immutabile. Solo allora si accede all’essenza della meditazione. Una dimensione priva di ogni descrizione, dove la mente tace e l’ego temporaneamente si dissolve. Deliziarsi nella dolcezza di un’infinita Pace, che sorge da un profondo senso di Libertà e di Amore, è tutto ciò che resta.

L’esperienza di quell’autentico silenzio muta in profondità la mente, predisponendola alla quiete. La folle attività, che rende la mente debole, influenzabile finalmente cessa. Quando il chiacchiericcio scompare, diviene allora del tutto naturale essere presenti, coscienti di Sé, in ogni momento della giornata.

Il dialogo interiore assurdo e costante si spegne, mentre la mente docile tace e finalmente sorge la capacità di ascoltare . . .

. . . questo è l’inizio della trasformazione.

(tratto dal mio libro “Manuale di consapevolezza: dalla A-limentazione allo Z-en” di Simonetta Farnesi) https://www.simonettafarnesi.it/nuova-pubblicazione-manuale-di-consapevolezza-dalla-a-limentazione-allo-z-en/

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