Perchè le relazioni risultano complicate e come farle evolvere

Spesso accade che, pur provando intensi sentimenti l’uno per l’altro, entrambi i partner vivano profondi conflitti che fanno precipitare l’anima nell’isolamento e nella solitudine.

Non è certo semplice mantenere alte le vibrazioni di amore e di armonia quando si vive incentrati nel proprio ego, colmi della propria “storia personale”.

Ogni individuo è un mondo a sè e le parole, i gesti, i silenzi,  vengono interpretati spesso in modo molto diverso, in base al vissuto passato.

Per questo, si dice, c’è bisogno di dialogo, di parlare di più, di comprendersi meglio e soprattutto di apprendere come ascoltare veramente l’altro, senza anteporre i propri contenuti.

Talvolta  accade che un partner, ferito dal comportamento dell’altro, gli comunichi  il suo disagio. Forse è capitato anche a te di sentirti sopraffatto dall’imponente personalità, talvolta invadente o repressiva dell’altro, di fronte ad un gruppo di amici, familiari o colleghi. Di sentirti umiliato, sminuito o messo da parte o di aver vissuto altre esperienze sgradevoli che ti hanno suscitato risentimento e distacco.

Condividere con il partner le emozioni di turbamento non è sempre facile. Le parole spesso escono taglienti e vengono recepite al pari di uno schiaffo o di una pesante accusa. Questo modo di comunicare non è “condividere”, ma piuttosto una vera e propria aggressione verbale, che stimola ad assumere una posizione di difesa e accende il conflitto.

Per mantenere l’armonia colui che si sente turbato deve superare la tentazione di “lasciar perdere” reprimendo le sue emozioni “per la pace comune”, o di scagliarsi come una belva famelica sull’altro, pretendendo il rispetto che lui stesso non sa dare.

Per entrambi è necessario saper entrare nel sacro spazio del cuore per poter condividere ciò che si prova veramente. Parlare di sè, delle proprie emozioni, di come ci si sente quando si vivono determinate situazioni, senza accusarsi reciprocamente. Questo libera l’altro dal sentirsi aggredito e lo predispone semplicemente all’ascolto.

L’accoglienza sorge spontaneamente quando le parole, libere dai vecchi rancori sedimentati nel tempo, sgorgano dal cuore. La condivisione è l’humus su cui la coppia può edificarsi e crescere, affondando le sue robuste radici nello spirito dell’unità.

A seguito di una condivisione ci vuole sensibilità e forza interiore per ammettere i propri errori e per riconoscere le proprie mancanze e i propri limiti.

Alcuni accolgono le parole dell’altro solo in apparenza, celandosi dietro elaborate spiegazioni nel tentativo di indossare una maschera, mentre internamente l’ego si irrigidisce, creando una barriera che nel tempo è destinata a degenerare, allontanando la coppia.

Altri rifiutano a priori ogni tipo di dialogo, mentre l’ego eleva una transenna nel tentativo di proteggere il suo orgoglio  ripetutamente ferito, rendendo la relazione irrecuperabile.

In qualunque relazione e in ogni ruolo, tra amici, tra genitori e figli, tra colleghi, dare voce alla propria verità porta certamente a rendere piú autentico e significativo il legame.

Circondarsi di relazioni “sane” e importanti è un modo efficace per sentirsi “nutriti”, accrescere l’autostima e arricchire la propria esistenza.

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