Saldezza e inalterabilità interiore per fluire con i cambiamenti della vita

Sappiamo che il mondo che ci appare così stabile in realtà è sottoposto ad un continuo mutamento ad opera di forze che agiscono ininterrottamente sulla materia. Ogni cosa che ci circonda, persino le mura, gli arredi, la natura, tutto cambia. Vi sono particelle atomiche e subatomiche che brulicano attraendosi e respingendosi in una danza inarrestabile, attimo dopo attimo. Sappiamo che il nostro corpo fisico muta e che un organo dopo qualche anno, alcuni tessuti solo dopo poche settimane o giorni, non sono più gli stessi. Eppure la nostra mente trattiene ogni cosa che percepisce in uno stato di fissità, al pari di una macchina fotografica che mantiene nella memoria sempre la stessa immagine. Si tratta di un meccanismo di sopravvivenza e fa parte degli automatismi, che come sabbie mobili tentano di inghiottirci spegnendo la consapevolezza di sè.

Siamo costantemente in lotta con il cambiamento. Se osserviamo attentamente avvertiamo una costante tensione di sottofondo che non ci abbandona mai, nemmeno nei momenti più sereni della nostra vita. Siamo sconvolti dai cambiamenti esterni, ma in realtà non sono quelli che ci inquietano davvero. La vera causa è interiore!

Desideriamo trasferirci, sogniamo un nuovo lavoro, una nuova vita e non ci accorgiamo dei meccanismi  inconsci  che  mettiamo in atto e che ci allontanano o ritardano la loro realizzazione. Paradossalmente temiamo i cambiamenti e alimentiamo un intenso conflitto interno.

Questo tipo di paura è un grosso freno. Il desiderio, la voglia di vivere e sperimentare spingono il pedale dell’acceleratore, ma la paura risulta come un freno a mano ben tirato, che non solo rallenta ma a lungo andare logora l’intero sistema.

Abbiamo visto che la paura del cambiamento nasce dalla natura della mente sempre rivolta alla ricerca di sicurezze che garantiscano la sopravvivenza dell’ego. Ma perchè continuiamo ad alimentarla? Il motivo affonda le sue radici nella mancanza di stabilità interiore.

Proiettati costantemente verso il mondo esterno, rifuggiamo la realtà interiore che ci appare sconosciuta e inquietante. Sedotti dalla volubilità emotiva dei sensi, non troviamo affatto  appagante scendere nella caverna oscura della nostra interiorità, dove incontriamo il silenzio e la solitudine come primi ostacoli al progresso. Eppure  solo addentrandoci nell’oscurità della quiete che permea la nostra coscienza possiamo dissolvere per sempre la paura del cambiamento!

Allenare la mente, giorno dopo giorno, a quietarsi quasi a volersi abituare allo stato di silenzio, affinchè possa sorgere in modo del tutto spontaneo una sensazione di profondità dall’interno. È la nostra natura spirituale che, trovando lo spazio necessario, si manifesta.  Si tratta di un’esperienza concreta ed accessibile a tutti che risulterà di una facilità sorprendente! In tal modo avremo gettato le radici della stabilità e della solidità interiore che, a grappolo, porteranno successivamente a nuovi e impensati frutti, quali l’integrità, la dignità, la bellezza, la regalità, la gioia di vivere e di esprimere la propria ed unica natura.

Dal coltivare un rapporto intimo e profondo con se stessi sorge spontaneamente un atteggiamento flessibile e libero che non necessita di rassicuranti punti fermi esteriori. Solo allora saremo pronti a cavalcare le più alte onde del cambiamento che ci porteranno alla massima espressione del Sè.

Quando affondo la mia identità nelle solidi radici della coscienza mi stabilizzo in me stessa, compensando ogni necessità,  allora ogni mutamento esterno sarà il benvenuto e vissuto come una gioiosa avventura. La sofferenza ed i problemi sono autogenerati e nascono dalla resistenza al cambiamento, mentre è possibile sperimentare la felicità fluendo in libertà.

Fermarsi di tanto in tanto seduti nel silenzio e nella solitudine, portando la mente alla sorgente della nostra coscienza, nella ghiandola pineale situata al centro del cranio, in allineamento alla radice del naso. Con semplicità, senza seguire un metodo,  senza applicare tecniche, immergendosi in una pace che diventa sempre più profonda……. Lasciare che gli impulsi elettromagnetici attivati dai pensieri, dalle emozioni e dalle nostre reazioni agli stimoli del mondo esterno si calmino. In tal modo abbiamo chiuso il circuito dell’energia nervosa che circola dentro di noi, al pari di un filo conduttore di elettricità dotato di entrambe le polarità che  innescandosi l’una nell’altra si autoalimenta evitando dispersioni. In questo stato il sistema nervoso si rigenera e si predispone a dirigere i suoi impulsi e le sue sottili percezioni all’interno. È in tal modo che si acquisisce sensibilità e capacità cosiddette “sovrumane”.

 

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