Scegliere la luce

In questo mondo denso e duale ognuno di noi ha esperienze che suscitano gioie e dolori. Talvolta accadono fatti che ci trascinano nello sconforto, altre ci conducono alle più alte vette del “paradiso”. Viviamo periodi che definiamo “fortunati”, dove gli “dei” sembra che operino a nostro favore, altri completamente opposti, facendoci apparire la “sfortuna”  come una terribile  “punizione”.

Vi sono incontri importanti, relazioni che ci mettono alla prova, toccando corde interiori nascoste agli occhi della gente. Occasioni che temiamo  di affrontare in modo maldestro o addirittura disastroso e che con grande gioia si svolgono in una  meravigliosa armonia. Poi, inaspettatamente, qualcosa accade che rompe quella magia! Un dissidio, un contrasto, un’incomprensione, sembra stia cercando di distruggere tutto il bello che avevamo faticosamente creato dentro e fuori di noi.

Affrontiamo ogni evento nel miglior modo che possiamo fare, spinti dalla reazione automatica ad agire, talvolta ci concediamo il tempo per riflettere. Forse alcuni di noi, sempre più di frequente,  seguono l’intuizione per trovare il sentiero e risolvere rapidamente la situazione…

Successivamente, spesso purtroppo e senza rendercene conto, ci ritroviamo in una rievocazione interminabile del problema  risolto. Non riusciamo a pensare ad altro! La mente sembra magnetizzata, resa succube dal pericolo  evitato. Sono le paure che ci trattengono! È una profonda sfiducia nelle nostre risorse e nella vita che ci tormenta, facendoci perdere l’entusiasmo di vivere!

La mente tende per sua natura a focalizzarsi sui pericoli, sulle difficoltà vissute o temute, nel tentativo di evitare che l’esperienza si ripeta. Ignara di rafforzare in tal modo i solchi dolorosi lasciati nella memoria, che rendono l’evento vivido come se già si fosse ripetuto più volte!

Ripetiamo e tratteniamo nella mente singole diapositive particolareggiate di quel tormento, continuando a proiettarle per tutta la giornata e forse ancora oltre. Difficoltà, irritazione, sofferenze si amplificano ogni volta, sempre di più, offuscando i bei ricordi gioiosi della giornata. In quei momenti pare che tutto il bello che abbiamo vissuto, i successi, i momenti felici, siano scomparsi completamente, sepolti sotto la percezione amplificata che ci tormenta.

Il distacco è ciò che serve.

Le difficoltà, gli eventi burrascosi inaspettati, vanno affrontati per quanto è necessario poi  lasciati andare. Una delle qualità che siamo chiamati ad apprendere è il distacco, la capacità di andare oltre senza inutili fardelli, in piena libertà.

La mente, lasciata ai suoi movimenti abituali, tende a focalizzarsi maggiormente sulle brutte esperienze e paradossalmente dà in tal modo minor importanza  a tutto il resto, sminuendolo.

È possibile invertire la rotta. Prendere in mano le redini e scegliere in piena coscienza di dare valore al bello che ci ha lasciato la giornata. Distogliere la mente dal suo moto vorticoso per dirigerla verso la luce!

Dare valore alla nostra vita significa accrescere l’eco dei successi e analizzare i fallimenti quanto basta, unicamente per imparare dall’esperienza.

Anche parlando di una persona, sembra quasi che per la maggioranza sia più gratificante soffermarsi sui difetti e sugli errori piuttosto che esaltarne i pregi e le caratteristiche che la rendono unica. La nostra mente produce pensieri tendenzialmente non di qualità migliore di quelli che ci offre la TV!

“Il difetto è negli occhi di chi guarda” e si può solo osservare la vita e gli altri al pari di come si osserva se stessi. Questo è il pennello con cui ognuno di noi dipinge il quadro della sua preziosa esistenza!

 

 

 

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