Vivere pienamente

Il respiro mozzato, trattenuto per non sentire
il grido della vita
come richiamo alla consapevolezza di sé.
Preghiere standardizzate, vuote,
incapaci di far vibrare l’Anima.
Il silenzio è sconosciuto, temuto,
il rumore interno dei pensieri assordante,
come l’esterno,
divenuto necessario ad allontanare la paura del Nulla
ed il timore, che quel Nulla,
sia il  solo significato della propria vita,
disgiunta dalla sacra Creatività”.  


Vivere pienamente, creando giorno per giorno la propria vita in modo originale ed unico, come fosse un’opera d’arte, è possibile solo accettando di sentire il bene come il male, la gioia come il dolore.

Chi è capace di accogliere la sofferenza senza difendersi rigettandola nelle zone più oscure dell’inconscio, è capace di espandere ogni cellula del proprio essere alla gioia e al piacere. Dire “si” alla vita è permettere che il respiro getti il ponte tra due realtà che ci appartengono, tra il nostro mondo interiore e quello esterno.  Lasciare che ogni respiro possa penetrare in profondità e accrescere proprio quella sensibilità da cui normalmente ci si vuole difendere.

Respirare con consapevolezza può talvolta far affiorare un pianto o un’emozione nascosta e trattenuta nel corpo. Qualche volta, se diretto volontariamente dove c’è un dolore fisico può attenuarlo o dissolverlo.

Nascere in questa dimensione terrena non significa aver accettato di vivere! Molti non lo sono, pur essendo dotati di un corpo.  Creare una routine quotidiana significa sopravvivere, ma nulla di più! Il vuoto incombe come un mostro minaccioso e richiama l’attenzione alla mancanza di un autentico significato da assegnare alla propria esistenza. Dire “si” alla vita è una scelta consapevole  ed è come rinascere per la seconda volta.

Resistere al flusso

L’esperienza dell’amore

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3 commenti su “Vivere pienamente”

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